IMO 2026: arrivi a Shanghai, tifoni e mochi al tiramisù

La squadra italiana per l’International Mathematical Olympiad è arrivata a Shanghai. Per essere precisi, ci è arrivata a rate, quasi secondo programma, e con un numero di imprevisti già sufficiente per un problema di ottimizzazione dedicato.

A rappresentare l’Italia saranno Diego Barcellone, Luca Giovanni Giorgio Cavallo Perin, Manfredi Italiano, Anna Kazhamiakina, Marcel Stologan e Marius Stologan,  accompagnati da Alessandra Caraceni, Nikita Deniskin e Massimo Gasparini.

Quattro dei sei concorrenti — Anna, Marcel, Marius e Diego — arrivavano da Pechino, dove avevano preso parte all’International Mathematics Summer Camp. Anche lì non sono mancati i momenti di gara: nella competizione interna al Camp, la squadra italiana ha ottenuto il quinto posto. Un buon riscaldamento, prima della gara vera e propria.

Il trasferimento da Pechino a Shanghai, però, ha deciso di non essere una semplice formalità logistico-ferroviaria. Il gruppo ha infatti dovuto fare i conti con il tifone, arrivando con un giorno di ritardo rispetto ai piani e perdendo il tour programmato della città. In compenso, essendo l’ultimo gruppo a fare il check-in, ha ricevuto speciali attenzioni da parte dell’hotel. Non era esattamente il premio previsto, ma in viaggio si impara ad apprezzare anche le classifiche alternative.

A Shanghai c’è stato anche un piccolo incontro internazionale, o almeno un tentativo. Il gruppo “solo IMSC” (Daria Pasqualetti, Luca Sartori, Marco D’Amico e Stefano Casabianca) è passato a salutare la squadra IMO. Il problema, non di quelli belli di matematica, ma di regolamento, era il seguente: loro, essendo esterni, non potevano entrare nel campus; le altre persone nella squadra, essendo interne, non potevano uscire dal campus se non compilando svariati moduli e autorizzazioni. Inoltre, di lì a poco, la squadra sarebbe dovuta partire per la cerimonia di apertura.

La soluzione trovata è stata quindi quella più olimpica possibile: conversazioni e addii attraverso un cancello mezzo aperto e mezzo chiuso, con abbracci attraverso le inferriate. Come ai carcerati si portavano le arance, al team italiano sono arrivati mochi al tiramisù. Anche quando la logistica è complicata, la solidarietà matematica trova sempre un varco.

Ora, archiviati camp, tifone, check-in tardivi e visite al cancello, inizia la vera avventura. Che le IMO comincino.

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