IMO 2026: medaglie da Shanghai

E così anche questo anno olimpico è arrivato alla sua conclusione, che possiamo assumere coincidente con la cerimonia di premiazione delle IMO a Shanghai.

Quest’anno, 67a edizione delle IMO, erano 117 le nazioni partecipanti, per un totale di 666 concorrenti. La squadra italiana ha conquistato una medaglia d’oro con Marcel Stologan (34 punti sui 42 in palio), una d’argento con Diego Barcellone (28 punti, uno in meno di quelli necessari per l’oro), tre di bronzo con Marius Stologan (21 punti), Anna Kazhamiakina (18 punti) e Luca Giovanni Giorgio Cavallo Perin (16 punti). Per tutti loro, tranne Diego Barcellone, si trattava di un ritorno, dopo le IMO dello scorso anno in Australia. Meno fortunato, in termini di punteggio, è stato Manfredi Italiano, alla sua prima partecipazione alle IMO, che si è fermato a 6 punti. E se c’è un po’ di amarezza nonostante le medaglie è perché negli ultimi anni le squadre italiane hanno avuto l’abitudine di risultati ancora migliori.

Per quanto riguarda le altre persone in gara, sono stati 7 i “full score”, concorrenti che hanno conquistato tutti i 42 punti in palio: tre cinesi, due statunitensi, uno dalla Corea e uno dal Regno Unito. La Cina ha anche dominato la classifica a squadre, con 6 concorrenti su 6 con la medaglia d’oro, seguita da Stati Uniti e Russia. Per i problemi rimandiamo alla pagina IMO ufficiale, anche se la versione italiana del problema 4 vedeva il bastoncino presente nel testo inglese originale trasformarsi in un grissino, spezzato dal duo misterioso “Daria e Luca”. Girano voci e cospirazioni su chi fossero queste losche persone, spezzatrici di grissini, che si aggiravano per la Cina…

Come sempre le IMO non sono solo due giorni di gara. E non solo perché oltre alle gare ci sono le coordination, ossia le discussioni tra i leader delle squadre e i correttori ufficiali dei problemi per l’assegnazione dei punti. Le IMO sono anche un momento di festa per chi partecipa, un’occasione di conoscere altre persone da tutto il mondo con cui c’è almeno una passione in comune. Ogni anno il paese che organizza le IMO fa del suo meglio per creare occasioni di contatto, di svago e di divertimento per chi partecipa. Le testimonianze da Shanghai raccontano di tentativi coronati dal successo, quest’anno: conferenze, pattinaggio, gite, laser tag, trecce e nodi, uncinetto e tanto altro.

E panda (peluche). Facevano capolino da ogni dove e avevano già catturato il cuore di alcune persone nella squadra italiana. Ma poi la sorpresa: a ogni persona premiata, oltre alla medaglia, veniva donato un panda peluche. A questo punto la squadra italiana ha un ulteriore problema di tassellazione dello spazio (inteso come unione delle valigie e degli zaini) con panda. C’è chi adotta la soluzione della rinuncia (al panda), chi ne accoglie anche di non propri nella valigia, con la promessa di riconsegnarli una volta superati i controlli doganali italiani.

Da sinistra: Massimo Gasparini, Marius Stologan, Panda #1, Diego Barcellone, Anna Kazhamiakina, Panda #2, Manfredi Italiano, Luca Giovanni Giorgio Cavallo Perin, Panda #3, Panda #4, Marcel Stologan, Alessandra Caraceni, Nikita Deniskin

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